STORIA DELLA CALABRIA

da "Orizzonti di...versi"

La Calabria era ed è la perla incontaminata del Mediterraneo .- Sicché penso che non guasti allora un breve excursus storico e del Territorio di Calabria...

(Dott. Francesco Nigro Imperiale)

Studi  paletnologici  fanno  risalire  alla  prima  età  della  Pietra  i  primi  insediamenti  umani .-  Abbastanza  nebulose  risultano  le  ricerche  riguardanti  i  primi  popoli  della  Calabria. -  Festo  ed  Aulo  Gellio  descrissero  come certo  il  popolo  dei  Brettii  o  Brezi , che  definirono  Bilingues  per  la  loro  parlata  in  Greco  ed  in  Osco ;  quindi  Regione  Brettia  o  Brezia  che  divenne  nel   Secolo  CALABRIA.- Brezia  dal  celtico  Bret  =  Foresta ;  e  Calabria  dall’ebraico  Kaleb  =  Resina , Pece ;   a  parte  il  nome  Ausonia = dal  Greco  Auxein  = Abbondare.-

Fiorente  fu  la  civiltà  di  Calabria, come  colonia  greca  prima  e  poi  come  colonia  romama , in  considerazione  soprattutto  dell’elevato  pensiero  e  dell’arte ,  a  cui  fecero  dovuto  riscontro  il  Diritto  di   Caronda  e  di  Zalueco  a  Locri   ( ove  era  ubicato  il  tempio  di  Persefone )  oltre  a  Pitagora  con  il  suo  pensiero  filosofico-matematico  e  la  sua  Scuola  peripatetica  a  Crotone  ( ove  era  ubicato  il  tempio  di  Hera  Lacinia  ) , nonché  i  famosi  Canti  di  Stesìcoro , di  Ibico  e  finanche  con  i  dipinti    di  Zeusi .-Ad  una  civiltà  così  spiccata  seguì  un  periodo  di  crisi  e  di  decadenza .- Crotone  distrusse  Sibari  nel  510  a. C.  con  alla  guida  il  celebre  atleta  Milone  .-Aspre  furono  le  guerre  fra  Lucani  e  Siracusani .- Nel   Sec. A. C.  Roma  fu  fremente  di  espandere  il  proprio  potere .- I  Brezi  , insieme  a  Lucani  e  Greci , guerreggiando  si  opposero  a  Roma , prima  unendosi  a  Pirro (che  fu  chiamato  dall’Epiro  dai  Tarantini  )  e  poi  unendosi  ad  Annibale  ,  in  occasione  della  2^  Guerra  Punica .-  I  Romani , vinta  Cartagine , diedero  un  maggiore  assetto  al  loro  impero  con  il  comando  ed  il  governo  della  Brezia  che  unirono  alla  Lucania  , formando , così , la  Terza  Regione  italica .-  Alle  occupazioni  dei  Barbari  seguì  vivificante  l’opera  culturale  di  Magno  Aurelio  Cassiodoro  ,  il  magnate  ed  esimio  ministro  ( per  41  anni  )  di  Teodorico  ( Re  degli  Ostrogoti  )  che , ritiratosi  in  Calabria , presso  Squillace , con  il  suo  Monasterium  Vivariense  fu  divulgatore  e  maestro  di  Sacra  Scrittura , di  Medicina , delle  Lettere  , mentre  ai  giovani  faceva  trascrivere  i  classici  greci  e  latini  .- Incalzarono  ,poi , le  fasi  delle  occupazioni  Bizantine  ( dagli  inizi  del  6° Sec.  Al  1060  )  e  Longobarde .-  Fu  solo  verso  la  fine  del  Sec. 9°  che  i  Bizantini  scacciarono  i  Longobardi  dalla  Calabria  liberando  i  lidi  marini  dalle  continue  devastazioni  delle  piraterie  saracene .-In  Calabria  , quasi  a  metà  dell’11° Sec.,  i  Normanni  si  imposero  sostituendo  il  dominio  Bizantino .-  I  Normanni  (  Popolo  del  Nord- Europa  )  governarono  con  saggezza , costruirono  chiese , svilupparono  l’arte  della  Seta  , l’Agricoltura  ed  il  Commercio .-  Per  il  riconoscimento  del  Monachesimo  occidentale ,  sotto  di  essi , gli  abitanti  della  Calabria  iniziarono  a  latinizzarsi .-  Per  questa  Regione , un  secolo  dopo ,  particolari  cure  ebbero  gli  Svevi  con  la  guida    di  Federico  II°  .-Ad  opera  degli  Angioini  francesi  e  ad  opera  degli  Aragonesi  Spagnoli  , la  Calabria  conobbe  una  nuova  crisi  ;  quindi  nuovi  aspri  tumulti  contro  gli  oppressori  .-  Intanto  varie  colonie  di  Albanesi  stanziarono  in  Valle  Crati  (  in  Provincia  di  Cosenza  )  proprio  in  occasione  della  dominazione  Aragonese ;…quegli  Albanesi   con  a  capo  il  loro  Principe  Giorgio  Castriota  Skànderberg  ,che  avevano  lottato  contro  i  Turchi .-

C’è  da  dire  che , dal  16° sec.  al  18°  sec. ,  l’occupazione  spagnola (Cfr.:  - 1561)  fu  malefica , negativa  e  funesta  in  Italia;  e  particolarmente  funesta  fu  in  Calabria .

A tanta iattura, infierirono pure i flagelli della peste, della malaria, dei terremoti e delle piraterie saracene.

Circa i valdesi , non vanno dimenticate: il “macello di Montalto” del giugno 1561 e quello di Guardia (con l’uccisione di 86 valdesi) – un avviso ufficiale dell’epoca, così annotava: -“scorticati vivi e poi fenduti in due parti (…) e a questo modo attaccati a pali piantati per tal uopo lungo la strada per la lunghezza di 36 miglia”. Ciò nonostante diedero lumi Bernardino Telesio,  di Cosenza, Tommaso Campanella di Stilo, il musicista Vinci Leonardo di Strangoli, il letterato Givan Paolo Parrasio di Cosenza ed il pittore Mattia Preti di Taverna di Catanzaro. Dopo l’occupazione austriaca, subentrò, nel 1734 la dominazione borbonica che ebbe fine nel 1860, ad opera di Giuseppe Garibaldi (alla testa dei suoi Mille conquistò la Calabria, che da quel momento fece parte dell’Italia).

Nel 1783 fece vittime in Calabria un terremoto dalla gigantesca e terrificante portata.

Forse questo evento e l’orografia calabrese, molto varia fra monti, altipiani, burroni, calanchi, fiumi, fiumare e marine ha fatto coniare a  Giustino Fortunato la frase:  -“sfasciume geologico pendulo fra due mari”-. Il Brigantaggio, un altro neo della Calabria con fatti briganteschi e le famose stragi del 1806.

Intanto, il moto rivoluzionario del 1820 ricorda il carbonaro Michele Morelli e nel 1823 i catanzaresi De Jesse e De Pascale e nel 1844 Verducci, Bello e Mazzone mentre nel 1844 ricorda i fratelli Bandiera, arrestati e fucilati nel Vallone di Rovito il 26 luglio.

Nel 1905 e nel 1908 ancora una volta, la Calabria venne colpita da terremoti che, oltre a le innumerevoli vittime, distrusse  intere città, fra le quali Reggio Calabria.

Il 29 ottobre 1949, per l’occupazione delle terre, nel fondo demaniale “Fragalà” di Melissa, furono feriti molti contadini ed uccisi il giovane Francesco Nigro e Angelina Mauro ed il quindicenne Giovanni Zito.

 

Memorie, storia, forse pagine che segnano l'onorificenza della dignità morale e civile della Calabria, attraverso il proprio sangue, l'audacia e l'ardimento.

Una terra ospitale però, che non fu solo eroismo, ma disegnò la sua bellezza paesaggistica .

Luigi Paolo Courier, attraverso questa regione con l'esercito napoleonico del generale Reiner, scrisse: -"siamo in fondo allo stivale, nel più bel paese del mondo"- .

 

L’archeologo italiano Paolo Orsi così descrisse questa terra: -“la Calabria protesa con le sue montagne fra due mari, quasi a stender la mano alla Sicilia, presenta panorami di incomparabile bellezza e vastità…nell’interno, si ergono ripidi monti con dense e cupe selve…dalla divina vallata del Crati a Reggio Calabria affascinante, è tutta una fantasmagoria di marine, di colli, di monti, di costiere che s’immergono nel glauco mare e nelle quali sono qua e là incastonate gemme preziose, le reliquie di grandi ed illustri città greche che resero famosa questa Italia antichissima, questa regione benedetta...”-

Per non escludere il famoso Goethe, che, estasiato dalla bellezza dei frutti di Calabria, così scrisse: - “Conosci tu il Paese dove le arance d’oro spiccano fra le foglie scure?” -

In questo secolo, la Calabria ha compiuto notevoli progressi, con la costruzione di strade e migliorando la propria economia nell’agricoltura e nel commercio, fra i prodotti del suolo: agrumi, cereali, frutta e ortaggi. Fra i prodotti del sottosuolo: Cave di marmo, in provincia di Catanzaro e di Cosenza; sorgenti di acque termali un po’ ovunque. Fra le industrie: quelle vinicole ed olearie; zuccherifici; conservifici; cementifici e laterizi.

Notevole l’attività artigianale: tappeti, mobili, terrecotte, ceramiche, merletti e ferri battuti.

Circa il suo territorio di Kmq 15.077: la Calabria è bagnata ad est  ed a sud dal Mar Ionio, ad ovest dal mar Tirreno, a nord confina con la Basilicata.

A parte le Piane di Sibari, di Sant’Eufemia di Lamezia e di Gioia Tauro, l’Appennino Calabrese riguarda:

- a nord la Catena del monte Pollino;

- a sud il Massiccio della Sila, immenso altipiano che culmina nel Monte Botte Donato (m. 1928);

- ad ovest della Sila, lungo il Tirreno, la Catena Costiera;

- a sud della Sila, le “Serre” che giungono fino all’Aspromonte

le Coste, quasi ovunque alte presentano i Golfi di Sant’Eufemia -  Lamezia e di Gioia Tauro nel Mar Tirreno ed il Golfi di Taranto e di Squillace nel Mare Ionio;

i tre Laghi artificiali della Sila: Lago cecita, Lago Arvo, Lago Ampollino.

I Fiumi più importanti: il Crati, il Neto, ed il Tracina che sfociano nel Mare Ionio; il Savuto, l’Amato ed il Mesina che sfociano nel Mare Tirreno

Una nota finale, va doverosamente posta per i personaggi illustri calabresi:

-         per la provincia di Cosenza:

-         Papa Sant’Eusebio di Cassano allo Ionio (18.04.309 – 17.08.309);

-         S. Nilo da Grottaferrata, monaco brasiliano di Rossano C.;

-         Ammiraglio Ruggero di Lauria (1245-1304);

-         S. Francesco di Paola (1416-1507);

-         Filosofo cosentino Bernardino Telesio (1509-1588);

-          

-         Medico/anatomista di tarsia Severino Marco Aurelio (1580-1656);

-         Storico  di Roggiano Gravina, Gian Vincenzo Gravina (1664-1718);

-         Cardinale Ruffo Fabrizio di San Lucido (1744-1827);

-         Romanziere Nicola Misasi di Cosenza (1850-1923);

-         Dialettologo e biografo Accattatis Luigi

-         Vincenzo Padula di Acri (1819-1893);

-         Michele De Marco (Ciardullo)

-         Santo Umile da bisognano

 

Per le province di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone:

-         Milone  atleta di Crotone VI sec. a.C.

-         Alcemeone astronomo e medico di Crotone VI sec. a.C.;

-         Magno Aurelio Cassiodoro storico e questore Squillace (480?-575);

-         S. Zaccaria Papa (741-752) di Santa Severina ;

-         Guglielmo Sirleto Cardinale di Guardavalle (1514-1585);

-         Mattia Preti Pittore di Taverna (1613-1699);

-         Leonardo Vinci, musicista di Strangoli (1690-1727);

-         Pasquale Galluppi, filosofo di Tropea (1770-1846);

-         Giuseppe Poerio patriota di Belcastro (1775-1843);

-         Florestano Pepe generale e patriota di Squillace (1780-1851);

-         Guglielmo Pepe generale e patriota di Squillace (1783-1855);

-         Michele Morelli, patriota di Monteleone (1790-1822).

 

Per la provincia di Reggio Calabria:

-         Lirico Ibico, poeta di Reggio C. VI sec. a.C.;

-         Barlaam Bernardo, monaco/grecista di Seminara (1290-1348);

-         Tommaso Campanella, filosofo di Stilo (1568-1639);

-         Francesco Cozza, pittore di Stilo (1605-1682);

-         Raffaele Piria , chimico di Scilla (1813-1865);

-         Francesco Ierace, scultore di Polistena (1854-1937);

-         Francesco Cilea, musicista di Palmi (1866-1950);

-         Corrado Alvaro, romanziere commediografo di S.Luca (1895-1956),

-         Francesco Sofia Alessio, latinista insigne (Taurianova).

 

Oltre agli uomini illustri della Calabria, una menzione a parte, meritano le bellezze paesaggistiche, bellezze naturali che lo scrittore Francesco Bevilacqua così descrive:

“ I settecentocinquanta chilometri delle coste calabresi (un quarto dell’intero profilo della penisola) non sono solo i luoghi del mito e della storia. Essi disgelano anche una natura inusitata: le ripide pareti calcaree di San Nicola Arcella, Cetraro e Sangineto, le impervie scogliere granitiche di Capo Vaticano e di Staletti, gli imponenti aerei dirupi della Costa Viola, le spiagge ciottolose dell’Alto Jonio, le sabbie finissime di Troppa e Soverao, gli immensi arenili vergini del Crotonese e del basso Jonio. Ovunque meravigliosi fondali, dalle secche di Amendolara allo Stretto, dalle isole di Dino e di Cirella alla riserva Marina di Capo Rizzato. E, poco all’interno,boschi, gole fluviali  ****      grandi alberi”.

 

        

Bene compendia lo scrittore Leonida Repaci, quando così enuclea:

“Quando fu il giorno della Calabria, Dio si trovò in pugno 15mila chilometri quadrati di argilla verde con riflessi viola.

Il Signore promise a se stesso di fare un capolavoro e la Calabria uscì dalle sue mani più bella della California e delle Hawaii, più bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi. Diede alla Sila il pino, all’aspromonte l’ulivo, a Rosario l’arancio, a Scilla le sirene, Bagnara i pergolati, allo scoglio il lichene, all’onda il riflesso del sole, alla roccia l’oleandro, a Gioia tauro l’olio. A Cosenza l’Accademia, a Catanzaro il damasco, a Reggio il bergamotto, allo Stretto il pescespada. Poi distribuì i mesi e le stagioni alla Calabria. Per l’inverno le fu concesso il sole, per la primavera il sole, per l’estate il sole, per l’autunno il sole…(…) volle il mare sempre viola, la rosa sbocciante e Dicembre, il cielo terso, le campagne fertili, le messi      , il clima mite, il profumo delle              inebriante…”.

 

 

 

E le province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo valentia sono preziosi gioeielli di questa regione, una regione corolla, contornata dai monti e dal mare. I monti venivano segnalati da Virgilio come "ingens Syla" ricchi di pix bruttia pece e comprendevano tutto l'appennino calabrese, il comprensorio delle Serre fino al massiccio dell'Aspromonte.

Una regione singolare ove permane la tradizione greco-latina negli usi, nelle credenze popolari e nelle tradizioni magiche /cfr: vincenzo dorsa "La Tradizione" e Giulio Valange: Guida alla calabria Magica) davvero - Cara, Bella Calabria, terra dell'incanto e giardino d'esperia!"

Dopo aver visitato la Calabria, il famoso romanziere inglese Gorge Gissing (1837-1903), nel 1901, nel pubblicare le sue impressioni calabresi con il volume "By the Jonian Sea" (Sulle rive dello Jonio), così scrisse:

"Più tarsi si alzò la luna, che veleggiando tra le nuvole maestosamente dischiarate , lasciava vedere cavalloni bianchi che si voltolavano sulla riva (...) udivo la musica del mare, e ora sembrava riecheggiare un verso di Omero, ora il ritmo blando di troclito (...) le notti sono sacre ai poeti dell'Ellade"

 

Per tutto questo, la Calabria, con i suoi trionfi di luce, di cielo, di mare e di colori, è sacra a Dio ed al suo popolo!

Dott. Francesco Nigro Imperiale

(Drammaturgo, critico letterario  e teatrale)