Ed.TRISAURO - 2008L'ineguagliabile viaggio, ovvero Lettera ad un discendente è una raccolta di poesie, con collegamenti narrativi, rivolte ad una ipotetica persona del futuro, un discendente a cui l'autrice racconta, in forma epistolare, i suoi sentimenti, le sue emozioni attraverso le liriche composte in vari momenti di riflessione della sua vita.

Una viva concezione della poesia
Questa nuova raccolta di poesie dimostra la cura estrema da Giuliana Franco posta nel comunicare, attraverso la forma epistolare in versi, ciò che viene
fuori dell'analisi introspettiva degli stati d'animo e dell'intreccio di pensieri, emozioni, luci e colori, che trascinano veramente allo stupore. Deposto il "fardello" di tristezza, la poetessa apre
la sua anima a più vasti orizzonti umani. Nel racconto liricizzato domina il sentimento dell'amore e si avverte, per il tono rasserenato, anche una più accentuata scansione religiosa, percorsa da
lampi di speranza.
Giuliana Franco possiede una viva concezione della poesia, che si emancipa dall'artificiosità e s'innalza, con espressione calzante e tenue sorriso, in una sfera più ricca di colore, di passione
umanistica e d'accenti discorsivi.
(Prof.Vincenzo Napolillo - storico-saggista, critico d'arte e letterario)
Una spinta interiore nel "poter essere altrimenti"
L'anima dell'uomo è essenzialmente governata da quello che Nietzsche definisce come «il più inquietante fra tutti gli ospiti», il
nichilismo: proiezione diretta di un'epoca di passioni tristi scandita dal passaggio da una visione ottimistica del futuro come promessa, ad una in cui, invece, il futuro viene percepito come
minaccia.
Un modo per capovolgere questa linea di tendenza è il viaggio che diventa ineguagliabile in quanto dispositivo simbolico restituito da un'esperienza poetica attraversata da un
movimento che dal "già" dell'esistente va verso un "non ancora" da realizzare. Un "non ancora" che fonda la propria spinta interiore nel "poter essere altrimenti" del reale, e la propria forza
progettuale nella ricerca del senso della vita.
(Prof.Antonio De Sensi, docente di Estetica, Scienze della Formazione Primaria, Università della Calabria)
“Ogni viaggio è una ventura dello spirito”
L’Ineguagliabile Viaggio pone interrogativi e sollecitazioni di diversa natura.
Innanzitutto di metodologia e di strutturazione: l’affidarsi alla mistione di versi e prosa, finalizzato ad aspetti didascalici, la fa diventare poesia di iniziazione che trova esempi illustri, a cominciare dal Dante della “ Vita nova”: la donna angelicata qui si incarna nel ruolo di una donna che vive e palpita di poesia, col desiderio di rendere migliore il fruitore (la dilatazione del tempo è anche dilatazione spaziale), perché l’arte è essenzialmente un “dono”.
Altro aspetto di grande efficacia è il modo pacato, in sintonia col l’universo, presente nell’opera: e il richiamo più naturale è Seneca e le lettere a Lucilio, in quell’insistere sul palcoscenico della nostra vita e il ruolo di ognuno di noi. Possiamo essere comparse o prime donne: l’importante è recitare la parte assegnataci dal destino e non perdere inutilmente il nostro tempo.
Quest’impostazione “ stoica” dà anche senso alla figura di Cristo che può essere visto come l’armonia dell’universo.
E,poi, altri aspetti interessanti, sia a livello di pensiero che a livello artistico.
Già dal titolo: ineguagliabile, perché ogni viaggio è una ventura dello spirito, è irripetibile e ognuno giunge, come dice Holderlin, dove può: c’è nella vita di ogni essere una incessante creatività, una curiosità estrema che ci porta a perforare orizzonti e a mantenerci, come tensione assoluta, sempre nella frontiera.
Interessante è anche la ripartizione e i titoli della stessa: otto è sinonimo di perfezione, ma vista non staticamente, ma come incessante cammino: instabile dici tu della verità, ad indicare i diversi gradini, mai pienamente raggiungibili di questa scala di Giacobbe che si presenta al nostro spirito per azzurri siderali impenetrabili.
Né è di poco conto l’opera di Luigia Granata ,che non è esornativa o puro commento alla silloge, ma interpreta aspetti profondi della stessa.
A livello filosofico non posso tralasciare riferimenti orfici e platonici: il corpo come carcere e le divine manìe che esaltano il nostro animo: il pensiero, l’amore,l’arte e quindi la parola.
Quanto poi al verso: lo vedo sobrio,elegante, rigoroso e espressione di un entusiasmo mentale che niente concede al sentimentalismo e alla seduzione.
E’ da notare la coerenza interna dell’opera, il linguaggio, i richiami letterari, gli slarghi lirici sul paesaggio e sulla funzione dei sentimenti e dell’intimità quotidiana, in una casta nobiltà (vedi la poesia per la figlia,la madre ,la nonna), nonché il senso del mare e non solo poeticamente.
Prof. Gianni Mazzei - poeta- scrittore – critico d’arte e letterario
Giuliana Franco sublima in versi, il tessuto dei pensieri che percorrrono l'universo della sua mente.
...l'attimo del mondo, non si confonde con quello di Dio, il quale ha voluto in segreto affondare nell'anima di Giuliana, il soffio della sua potenza. Lo ha fatto rompendo i margini del ruscello degli abissi ancestrali di Giuliana incredula... non ha voluto infierire, per misericordia, ma le ha regalato il dono prezioso della poesia... e Giuliana sublima in versi, il tessuto dei pensieri che percorrrono l'universo della sua mente. La poetessa Giuliana, non coglie il grido del dolore universale, ma indaga, con la sua sonda nel labirinto del sotterraneo umano, e lo illumina, con parole che hanno il profumo della sua incipiente fede... anche se ancora non intera. Indica con il suono delle sue poesie, i "treni e gli aquiloni" delle ansie, delle speranze e dei misteri della vita, quale dono irrepetibile di Dio. La grazia dei suoi versi si misura con il sorriso dei suoi occhi; Giuliana va letta, quando gli ultimi raggi di sole, si posano dietro le colline della caducità umana, e quando le lacrime iniziano a tradursi in gocce di perle, la cui luce annuncia l'evento, l'amore. Giuliana il "rumore del silenzio" lo traduce sulle tele dei versi, e lo armonizza con le note di musica celestiale... Poetessa, danzatrice dai veli di cristallo, estratto dai coralli marini; l'anima della donna e dell'artista, espressa nella bellezza di mamma, di creatura anelante alle altezze del Cielo, nel quale le note delle sue canzoni in versi, si modulano nell'armonia della sua femmilità, e nell'inquieto sospiro del vero, del certo, del sicuro... Giuliana Franco fa sognare, e lo fa con dolcezza, quasi a vivere con lei i respiri dell'universo, e il canto dell'Ave Maria", suonata dagli angeli del suo "Ineguaglibile Viaggio". La poetessa Giuliana Franco, rfifiuta la comparazione, perché è scintilla del creato, ed è consapevole della sua ricomposizione, in quella grande luce, nella quale lo stesso sole si tuffa, per riscaldare il suo cuore e quello dell'umanità intera, che è: DIO.
Ciccio Frangone - Scrittore di Trebisacce

L'INDOMABILE MOLECOLA
Non saprò mai
come sarà il tuo volto.
Nei tuoi occhi
misti di brividi d'amore
verdi praterie, azzurri oceani
o distese di cristalli di luna
apriranno il sipario.
L'indomabile molecola
esalterà nelle tue vene
il mio sopito affanno.
Sentirai l'essenza
dell'impulso divino
che innalza l'anima
nel delirio sublime.
Scorrerò negli istanti
dei tuoi sussulti
come adesso io avverto
quel soffio di ancestrali
frammenti di vita...

AMORE E PSICHE
Innalza la mente
cattedrali invisibili
di melodie sinuose.
Amare l'ignoto?
Amare
un pensiero?
Respiro lontano
soffia sul viso
come dolce zefiro.
Prima dell'alba
goccia di olio
bollente
cade svegliando
riccioli sparsi
senza carezze.
Angelo o mostro
l'anima brucia
nel fuoco senza pace.

L'INEGUAGLIABILE VIAGGIO
Nel minuscolo guscio
di ogni uomo
riverbera
l'universo della vita.
E' il cielo la sua mente
anonima e sconfinata
divorata da un remoto
caotico preludio
e da un epilogo
vestito da nemico
che trasale inatteso.
Si azzarda acerba
su inesplorati mondi
preda di altera luce.
E' il mare la sua anima
immensa e misteriosa
nel mutare degli abissi
ove martella l'onda.
Mossa dai sentimenti
approda inesorabile
su labbra cangianti
di coriacee sirene
che trasformano
la polvere in pensiero.
E' la terra il suo corpo
caduco sovrano
fremente di torrenti
dalla purpurea linfa.
Intreccia trame deliranti
gravide dell'umano fervore
nell'era dei frutti intensi.
E nell'alveo
di un luminoso arco
il ciclo veleggia
verso usci di rimpianti
e rinnova nel trepido segreto
l'ineguagliabile viaggio.

E MI CERCO...
Chiudo gli occhi
e mi cerco...
Discendo nel flusso
del libero sentire.
Mi sfiora la brezza
lieve carezza del cielo
e mi dà la luce
il suo devoto calore.
All'acqua mi unisco
e si spegne
la rovente piaga
nella perdita dell'io.
Trasmigro nell'universo
senza frontiere e limiti,
la negazione della materia.
Sono turgida pioggia
che disperde la nebbia
annidata sugli occhi.
Sono il tuono dell'onda
che inebria di passione
l'indifesa scogliera.
Sono sabbia dorata
fra le dita dell'infinito...
E mi ritrovo nell'attimo
che risorge violento
da viscere di fuoco
e dilata sui muri
penombre d'amore
che valicano
l'oscurità dei sensi.

L'INSTABILE VERITA'
Sospesa fra cielo e terra
divido l'instabile verità.
Mendico la conoscenza
dell'inafferrabile percezione
che mi lega alla vita.
Fluttuo oltre la mia natura
fuori dai miei confini
in un tempo senza tempo
in un corpo non corpo
fatto di energia
e del calore infinito
viandante dei secoli.
Mi nutre la terra
debole ai celati voleri.
Placa le membra
in fugaci appagamenti
ma non anelo penetrarvi
perché quando finirà
l'inquietudine
essa non sarà padrona
di quello che non può morire.
«La verità autentica è sempre inverosimile. Per renderla più credibile, bisogna assolutamente mescolarvi un po' di menzogna.»
Fedor Dostoevskij




