Che cosa e', allora, il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so;

se dovessi spiegarlo a chi me ne chiede, non lo so.

 

 

- Sant'Agostino, Le Confessioni Libro XI Cap 14 -

Ed. La DEA - anno 2003Ed. La DEA - anno 2003

L'uomo ha sempre avuto il bisogno di esprimere i propri sentimenti, le emozioni, gli stati d'animo e di descrivere situazioni quotidiane, anche se prive di identità, attraverso l'elaborazione mentale di immagini della realtà percepite con i sensi.

E così è nata la poesia.

Scrivo poesie sin dall'adolescenza, l'età in cui si inizia ad interrogarsi sui miseri dell'esistenza umana e sul senso della vita.
Non avevo mai pensato di pubblicarle perché le ritenevo qualcosa di mio. Poi, col tempo ho capito che dovevo dare agli altri - a quelli che non riescono ad esternare i propri sentimenti e le proprie sensazioni - la possibilità di farlo attraverso le me poesie, attraverso le mie riflessioni.
La raccolta "Il Tempo non ha un'anima" è un percorso di riflessioni e considerazioni sull'esistenza umana e sui problemi che caratterizzano il viver quotidiano, percorso di vita individuale che attraverso la poesia diventa comune con quanti amano questa meravigliosa forma di espressione letteraria, che ci mette in comunicazione con la nostra interiorità e con gli altri.
Questo percorso mi ha portato ad una crescita interiore ed ad una rinascita spirituale attraverso l'arte, attraverso la poesia che è espressione sublime dell'anima, che eleva i sentimenti, innalzandoli in una dimensione che appare quasi ultraterrena.
La poesia squarcia i veli dell'oscurità, della superficialità, è una facoltà umana così unica, così diversa da tutte le altre che arriva nell'ineffabile, permettendoci di dissipare le tenebre dell'ignoranza con il conseguente trionfo dell'armonia dello spirito.
Infatti, ognuno di noi, immergendosi nel profondo dell'essere, può scoprire risorse sconosciute e trovare la vera gioia - che spesso si cerca lontano - nelle cose semplici e pure della vita.
Le liriche, d'ispirazione prevalentemente sociale, esprimono un pessimismo esistenziale , affrontando temi delicati quali l'aborto (Il pianto non udito) la pedofilia (Il candore degli angeli), la donazione degli organi (Il battito ridestato) e la droga (Droga), prove di vita difficili che coinvolgono in modo più profondo noi donne, che con la nostra grande forza di volontà riusciamo quasi sempre a trovare le soluzioni migliori.
La poesia, potere rivelativo della parola, è come dicevano gli antichi greci, il fuoco sacro strappato agli dei che il poeta paga con la peggiore delle condanne: l'isolamento, a volte anche la derisione, l'incomprensione.
Ma anche se il destino dei poeti a volte è triste e misterioso, loro sono sempre padroni del proprio destino, nel bene e nel male e chi è padrone del proprio destino si fa carico anche del pesante fardello altrui.
Le illustrazioni del libro sono state realizzate dai miei amici artisti Luigia Granata e Franco Bitonti, che hanno saputo interpretare con maestria il significato profondo dei versi, esprimendo una eccellente capacità nel trasformarle in linguaggio pittorico. Sono veramente dei grandi e questo dimostra, ancora una volta che l'arte, questa intensa soddisfazione dell'anima, non sceglie mai a caso con chi proliferare.

Giuliana Franco

 

 

 

«Quando ogni uomo avrà raggiunto la felicità,

il tempo non ci sarà più.»

Fedor Dostoevskij


A volte ci complichiamo

la vita con le cose

più semplici.

Per paura

di sofferenze future,

 spesso soffriamo

 per tutta la vita.

G. Franco

Non piangere quando tramonta il sole, le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle.

Tagore

 

 

 

 

 

 Presentazione dell'autrice

 

"La vita sembra ferma, i giorni sono eterni. Ma ripensando al passato, ci si accorge che gli anni sono volati e nulla può cambiare i passi fatti su antichi sentieri. Durante il cammino dell'esistenza lasciamo alle nostre spalle porte che si chiudono irrimediabilmente ed i forconi del tempo sospingono in avanti anche chi non ha più voglia di vivere . Non c'è nessuno al quale ribellarsi per questo scorrere impietoso, perché il Tempo non ha un'anima"

La poesia, espressione sublime dell'anima, oltre ad esprimere idee, sentimenti, emozioni, deve trasmettere un messaggio. L'ansia di vivere non deve distruggere le cose belle, anche se la Primavera della vita, avvelenata da inutili malinconie lascia rimpianti di sogni che non si sono realizzati, che palpitano nell'anima dei giovani di ieri.

Seguiamo percorsi esistenziali fissi: come riuscire ad essere veri, autentici, sinceri? Per esserlo, dobbiamo lottare, uscire dagli stereotipi, dagli appiattimenti, dai canoni del preteso esistere che ci obbligano a fare quello che non vogliamo, che ci costringono a vivere un vita di apparenza, una vita che non ci appartiene. Le false verità che spesso inseguiamo, ci fanno trascurare i veri valori e quando ce ne accorgiamo, è troppo tardi per tornare indietro e recuperare quello che abbiamo perduto.

L'inesorabile stillicidio che soffoca l'esistenza va combattuto ad ogni costo. E quando siamo costretti dalle circostanze a subire, bisogna farlo senza sottomissione, senza morire d'inedia e continuando sempre ad amare ed a far scorrere la speranza in altre strade, anche dopo l'estenuante viaggio che dissolve voci sommesse.

La nostra epoca è giunta ai margini dell'esistenza perché viviamo in una società malata, dalla quale non emerge alcun segno di miglioramento. Il bisogno di fede, di credere in qualcosa è fortemente sentito dalle nuove generazioni, rinchiusi in una prigione senza sbarre, sfiduciati e delusi da ignoti giorni di questa umanità che converge sempre di più verso l'autodistruzione.

L'ombra del male si nasconde ovunque ed oltraggia l'amore della nostra effimera esistenza.

La poesia può essere un'evasione dalla realtà, ma fuggire non serve. Essere consapevoli delle cose, dolersene anche, aiuta a riflettere per non ricadere in errori che riducono l'anima a brandelli. Ma il dolore bisogna affrontarlo, altrimenti non c'è resurrezione se non si accetta fino in fondo la sofferenza che agita la mente e si infiltra nelle ossa come spirito malvagio .

E l'ansimante ricerca che ci conduce irrimediabilmente al di là delle rive dell'ultimo fiume, affatica la nostra alcova di eterna gioventù, in cui risuonano versi mai ascoltati e dove sono i sentimenti a segnare il trascorrere felice o meno del vivere quotidiano.

L'incessante cammino può essere vissuto intensamente e di questo ne sono consci gli eccelsi intelletti che scolpiscono attimi d'eterno lasciando tracce indelebili ed importanti per le generazioni future.

Immergersi nell'infinito dell'essere, dando libero sfogo alla emotività ed alla creatività, respirando folate d'immenso, sperando che ci sia ancora un'altra primavera e che domani riuscirà il sole a filtrare illuminando risorse sconosciute, può rivelare che il mondo che spesso cerchiamo lontano è nelle nostre mani.

Giuliana Franco

 

 

Le persone che non riescono più a piangere sono gli esseri più tristi della terra. (Guillame Musso)

FOLATE D'IMMENSO

 

Voli di gabbiani

rapiscono

lo sguardo.

Vele

di anonime rive

increspano

onde stanche.

 

Folate d'immenso

colmano

voragini di granito

rischiarando

distese avverse

di pellicole srotolate.

 

Con fili invisibili

tesse

instancabile la mente

tele di fiori

mai dischiusi.

 

Braccia salate

raccolgono

malinconiche

voglie d'amore

su lacerate

pagine di sabbia.

 

 

 

Conserva i tuoi sogni.

Non puoi mai sapere in qual momento ne avrai bisogno.

(Carlos Ruiz Zafòn)

PRIMAVERA

Prende forma nell'animo

il trasparente fiore

sbocciato nell'incertezza

che pretendeva amore.

 

Innocenti bisbigli

di trepidanti attese

tingevano inquietudine

sulla tela di esili tracciati.

 

Quanti semi interrati

nel prato dell'adolescenza

diventati vuoti macigni.

 

Ora che l'impeto langue,

nella cornice tarlata

s'interrompe la strada.

Accartoccia il tempo

rose ingiallite da lanterne.

 

Fili d'argento

rimpiangono primavere

avvelenate

da inutili malinconie.

 

 

 

La solitudine è il destino di tutte le grandi menti: un destino a volte deplorato, ma sempre scelto come il minore di due mali.
(Arthur Schopenhauer)

UOMO SOLO

 

Solo sei

nell'incosciente viaggio

per emergere

su sagrati di luce.

 

Poi vita palpitante

apre nel petto amore.

Luce riflessa

illumina stelle

negli occhi desiderati.

 

E quando si spegne

l'ultima speranza

solo sarai

nell'estenuante viaggio

che dissolve

voci sommesse.

 

 

Siamo i figli di mezzo della storia, senza scopo ne' posto.

Non abbiamo la grande guerra ne' la grande depressione.

La nostra grande guerra è spirituale, la nostra grande

depressione è la nostra vita.

FILM: Fight Club

 

FALSE VERITA'

Cieche larve
in bozzoli d'acciaio
ignoranti
in questo firmamento di pensieri
uccidiamo il senso della vita!

L'insuperabile distesa di colori
si offre inutilmente a muri
privi di qualsiasi fantasia.
Parole vane ed inconcludenti
sgorgano a fiotti
senza lasciare alcun significato.

Attese sterili accettano la sfida
di nutrire solo l'apparenza.
E quando il guscio si frantuma
intorno alberga soltanto il silenzio.

Difficile andare avanti!
Soli, smarriti...
Senza più certezze.
Difficile tornare indietro!
Sentieri ormai proibiti
mostrano pezzi d'inestimabile valore
trascurati per inseguire false verità.

 

«Forse io mi credo un uomo intelligente proprio e solo

per questa ragione, che in tutta la vita non m'è mai riuscito

 di portare a termine nulla.»

Fedor Dostoevskij

GRIGIO MATTINO


Persa nel vuoto
la mente vacilla.
Graffia parole,
sfuocati ricordi,
ibride tracce...

Stagione senza tempo
l'aria del grigio mattino
respira il vivere infinito
corto ed eterno...

Non ha senso
questa ansimante ricerca.
Non ha senso
questo cammino
che non incide impronte

 

 

 

Perché devo abituarmi

al male

oggi che posso

stare bene?

Quando arriverà,

se arriverà,

allora mi abituerò.

G. Franco

 

«Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c'è certezza

Lorenzo de' Medici

Opera di Francesco BitontiOpera di Francesco Bitonti

I VECCHI

Volti rugosi

di giovani di ieri.

Colorano il passato

sulle panchine:

canoe sul fiume

dei ricordi.

 

Anime esauste

fervide d'affetto

stillano i giorni

in un raggio di sole.

 

Passano di fretta

ragazzi distratti.

I vecchi sospirano...

Le panchine aspettano.

 

 

È spiacevole invecchiare, perché si rimane giovani nell'animo.

Jean Cocteau

 

 

IL MONDO NELLE MANI
Ho cercato il mondo
dietro i vetri
di un'invisibile prigione.
Consumavo l'attesa
nella noia
per non scalfire
giorni di ghiaccio.
Si scioglievano ali
nell'inerzia
dello spirito.

Sconfitta
da infecondi presagi
immergo l'essere
nell'infinito.
Squarci di consapevolezza
proiettano fasci di luce
nella volta sopita
dall'incuria.

Fra miriadi di pensieri
vivo, respiro, vedo
e mi accorgo
che il mondo è nelle mani

 

 

 

"Io non credo in Dio, non ci ho mai creduto.. Diciamo che lo stimo." Woody Allen 

 

Opera di Francesco BitontiOpera di Francesco Bitonti

BISOGNO DI FEDE
Quando
l'ultima luce
si spegne
non trovi
mani tese
e cerchi qualcuno...

Vorresti trovare
un appiglio.
Vorresti credere
a tutto...

Ma non hai la forza
per nutrire
questo bisogno di fede.

 

  • La vita umana aveva uno scopo o era solo un meccanismo biologico? E la morte era priva di senso o apriva un passaggio verso un'altra vita, un altrove in cui andiamo tutti?
    ( da "La donna che non poteva essere qui" di Guillame Musso)

MORIRE E' FORSE VIVERE...

Non esistono ore
al di là delle rive

dell'ultimo fiume.

Non esistono giorni.

Non esiste paura.

 

Inizia già la fine

nel grido

del nuovo respiro!

L' implacabile clessidra
sprofonda

polvere di suoni

nel mistero dell'occulto...

 

Si annulla la memoria

oltre il limite del soffio?

O si ritrovano perdute voci

disciolte nel fluire del tempo?

 

Morire è forse...vivere?...

 

 

 

L'angoscia del tempo che passa ci fa parlare del tempo che fa.

Dal film” Il favoloso mondo di Amelie “

 

Opera di Francesco BitontiOpera di Francesco Bitonti

ANSIA DI VIVERE

 

Uomo che corri

verso il domani!

Sprovveduto nell’insidia

allunghi il tuo passo

verso il buio.

Eclissi di male

oscureranno occhi trafitti

da lame di sale.

Il dolore

del martoriato corpo

irrigidirà l’ultima carezza.

 

Vivi nell’attesa

di strappare

pagine di calendari…

 

Uomo, fermati!

Raccogli

su ardenti sponde

petali intrisi d’amore.

Scopri dita argentate

lambire acque di grafite.

Inspira refoli

di risvegliate fragranze.

 

Nessuno

ti ha chiesto nulla

per darti tutto questo!

Tutto questo

che tu… distruggi…

nell’ansia di vivere.

 

 

«A volte l'uomo è straordinariamente,

appassionatamente innamorato della sofferenza.»

Fedor Dostoevskij

 

Opera di Francesco BitontiOpera di Francesco Bitonti

AI MARGINI DELL'ESISTENZA

 

Ragazzi senza più sogni

seduti a terra in balorde strade,

indolenti all'ansioso fermento

del volto anonimo della città,

aspettano il nulla.

 

Donne discriminate,

disprezzate,

prede di famelici carnefici,

mortificate da recitato desiderio

scaldano il cuore della loro notte

intorno a fuochi di paglia.

 

Uomini ignobili di spavalderia,

involucri vuoti

ingordi di lussuria,

codardi visi coperti

sputano spietatamente la morte.

 

Bambini vituperati, sfruttati,

infangati da sudice carezze

ingiustamente espiano

inaudite colpe di un' epoca

ai margini dell'esistenza .

 

Nell'efferato scempio

si spegne

la fede delle coscienze.

Superstiti di umani valori

alzano gli occhi al cielo

...in cerca di Qualcuno.

 

 

L'INCESSANTE CAMMINO

 

Dissipa

il tempo impietoso

la grande ricchezza

dell'incedere leggero.

Si allungano ombre

su orme faticose

vicine al tramonto.

 

Sopravvivere al silenzio

la meta di eccelsi intelletti!

Scolpiscono attimi d'eterno

dell'inarrestabile corsa.

 

Altre speranze

all'alba di domani

percorreranno

l'incessante cammino.

Arderanno nuovi ceri

sull'altare dei sogni

per consumarsi

in giorni sempre uguali.

 

 

Quest'ora sembra attendere un evento,
voi mi chiedete la causa delle mie lacrime.
Non posso dirvelo: è il segreto non ancora rivelato.

 

Tagore

Opera di Francesco BitontiOpera di Francesco Bitonti

D R O G A

 

Prigione senza sbarre

soffoca giovani vite

ansiose di libertà.

  

Attimi di paradiso

risucchiano l’esistenza

in melmose paludi

di un inferno senza fine.

  

Donano le ali

angeli senza volto.

Professano che amore

gioia, libertà

non danno la morte

se si cercano

nel profondo dell’essere.

 

Un’umana dimensione che non si dimentica

a cura del prof. Vincenzo Napolillo

 

 

Giuliana Franco, con Il Tempo non ha un’anima” si sottrae “ai forconi” dell’esistenza, respirando “folate d’immenso” e scolpendo figure che acquistano un’umana dimensione che non si dimentica.

La sua produzione si basa sull’introspezionismo, un movimento pittorico, fondato principalmente da Francesco Bitonti e allargato a tutte le forme d’arte e di scienza, per la creazione di “una rinascita spirituale, di una ricerca e rivisitazione del proprio essere come persona umana in tutte le sue manifestazioni e, in particolare, come artista”. Sono infatti Bitonti e Granata, ad illustrare le poesie di Giuliana Franco, che vogliono, attraverso l’introspezionismo, additare all’uomo del mondo d’oggi, assillato da ardue problematiche, la via privilegiata che porta “alla riconquista di se stesso, che si cerca di realizzare attraverso lo scavo nel profondo, vale a dire nel guardarsi dentro, nell’esplorare i propri sentimenti, portando alla luce le emozioni e le motivazioni più profonde dell’agire”. Volgendo lo sguardo ai particolari stati d’animo, per penetrare nei segreti dell’inconscio, s’incontrano liriche che vanno lette e ascoltate nel più completo raccoglimento. Non mancano, però, le suggestioni cromatiche ottenute con l’uso esperto del chiaroscuro e con valide variazioni musicali. Non s’intende tuttavia sbalordire il lettore con sinestesie e abbagliarlo con repentini fulgori, né esaltarlo con la presentazione di “refoli di risvegliate fragranze”. Si vuole semplicemente descrivere l’esistente, cogliendone gli aspetti più intimi, ma anche più sottilmente emozionanti, con temi e analisi che non si fermano alle apparenze superficiali ed alle parole vane e inconcludenti. Ecco, ad esempio, la visione e l’onda dei pensieri in una

 

SERA D’AUTUNNO

 

Volti di pioggia

nella sera d’autunno.
Serpeggiano

nell’intenso movimento

tremiti di freddo.

Non una stella nel cielo

assurdamente bianco.

Ancora un giorno

di sorrisi da clown

plasmando argilla

di disperazione.

Marchi di fuoco

segnano il destino

ed il falco

cerca la sua preda.

Il preteso esistere

estraneo all’intimo volere

sdoppia l’immagine

sullo specchio delle passioni:

Ghirigori sui vetri appannati

di un’auto ferma

tracciano l’onda dei pensieri.

 

Si resta nell’attesa di un alba diversa, per l’ilarità o per lo stordimento? E’ un dubbio che non vieta a Giuliana Franco di rimanere padrona di sé e di uno stile senza incrinature:

 

Non ha senso

questa ansimante ricerca.

Non ha senso

questo cammino

che non incide impronte.

Prof. Vincenzo Napolillo (gennaio 2008)

 

(Il Prof. Vincenzo Napolillo è scrittore, sociologo, storico, critico letterario. Studioso di Dante, è anche fra i maggiori interpreti di Gioacchino da Fiore. E' Premio Nazionale di cultura e socio dell'Accademia Cosentina e dell'Accademia Montaltina.)